Nella nostra professione è molto importante l’aspetto della comunicazione verso l’esterno, cioè verso chi ci affida la conduzione di un atelier, verso le istituzioni che hanno scelto di sostenere i progetti, verso chi è interessato alla formazione in arteterapia.
Ci sono poi gli aspetti della comunicazione verso chi collabora con noi, nel mio caso gli insegnanti, educatori, assistenti ed (con grande cautela) i genitori dei ragazzi.
Fondamentale poi è la “restituzione” ai ragazzi del materiale fotografico e video prodotto durante gli incontri. Sarebbe imperdonabile, dal mio punto di vista, considerare il materiale prodotto solamente di nostra proprietà, qualcosa da utilizzare unicamente nelle occasioni in cui siamo chiamati a presentare pubblicamente l’attività. I nostri archivi sono stipati di pezzi di vita delle persone con cui abbiamo condiviso un cammino, le opere che abbiamo visto nascere non sono nostre, la nostra funzione è stata semmai maieutica.
Condividere quindi, la pratica dello “sharing” che dovremmo imparare dai colleghi anglosassoni, è una parte importantissima del nostro lavoro, quella che maggiormente ci permette sia di trasmettere le nostre conoscenze che di apprenderne altre.
I mezzi di eccellenza sono le presentazioni in Power Point o altri programmi simili e l’elaborazione di video.
Le presentazioni in Power Point sono più adatte ai casi in cui dobbiamo parlare sulle immagini affidando ad ogni diapositiva un messaggio specifico sia visivo che teorico.
I video sono indicati per essere proposti prima o dopo la presentazione divulgativa in Power Point, come introduzione e conclusione o come esempio concreto del lavoro in atelier e come materiale da lasciare a disposizione di chi desideri documentarsi.
Per ogni “target”, per ogni tipo di destinatario è necessario elaborare una forma di comunicazione che sia adatta al caso specifico:
divulgativa e focalizzata sugli obiettivi generali se destinata a enti, sponsor, persone interessate in senso lato;
divulgativa, focalizzata sugli obiettivi sia generali che specifici e arricchita di riferimenti ai casi trattati se destinata all’istituzione che ci ha affidato il lavoro ed alle persone con cui condividiamo il percorso;
divulgativa, incentrata sul metodo e sugli aspetti della progettazione ed organizzazione del lavoro se destinata a persone interessate alla formazione in arteterapia;
divulgativa, rassicurante, con qualche riferimento a momenti divertenti o particolarmente rilassanti se destinata a genitori e famigliari;
riassuntiva, esplicativa, vivace e con il senso di un cammino se destinata alle persone con cui abbiamo lavorato. Può essere rappresentata dalla descrizione di un momento particolarmente significativo oppure essere una narrazione del percorso compiuto.