Le difficoltà inerenti al setting inteso come luogo fisico di lavoro, possono giocare un ruolo determinante e richiedono grande flessibilità e pazienza.
Lavorando in una struttura in qualità di esperti o consulenti, si è talvolta visti come “corpi estranei” e quindi il nostro lavoro (e di riflesso quello dei ragazzi) può essere svalutato o boicottato in vari modi. Un modo d’elezione può essere appunto il non riconoscimento del nostro spazio.
E’ necessario svolgere una paziente opera che io definisco “da castoro” per riuscire a far comprendere il valore del nostro lavoro ed il ritorno positivo a vantaggio degli alunni e dell’istituzione scolastica.
Irrompere violentemente in una struttura consolidata può essere molto distruttivo e ripercuotersi negativamente sui ragazzi che lavorano con noi.
Molto più saggio è aprirsi a poco a poco la strada, a piccoli passi, proponendosi senza imporsi e avendo ben presente che rimarrà sempre una parte di persone che non capirà ciò che stiamo facendo.
E questo non vale solo per gli esterni che lavorano all’interno della scuola, ma – con le dovute eccezioni – per chiunque compia un lavoro di questo tipo all’interno di un’istituzione, talvolta anche se la persona è membro dell’istituzione stessa.
Bisogna quindi trovare delle occasioni positive per far conoscere il nostro lavoro, coinvolgendo gli insegnanti nel senso della sperimentazione e della condivisione, senza supponenza.
Un modo è quello di organizzare dei workshop esperienziali con gli insegnanti con cui abbiamo più frequenti contatti, cercando di trasmettere il significato del lavoro attraverso un’esperienza personale e diretta.
Un altro modo è di proporre attività che abbiano a che fare con i programmi scolastici (lettere, storia e geografia si adattano molto bene), facendo lavorare gli studenti su testi o filmati riguardanti argomenti affrontati.
Un altro ancora è organizzare presentazioni con proiezione di immagini e filmati dando agli insegnanti l’occasione di vedere i loro alunni sotto un altro punto di vista ed in un ambiente diverso da quello in cui sono abituati a vederli: può aiutare a comprendere il nostro lavoro e a cogliere aspetti interessanti degli alunni stessi.