Fatto a Mano

Star bene è terapia?

Terapia a scuola: una parola ingombrante

dscf0011-1.jpg

Quando nell’autunno del 2003 il progetto “Arte, Strumento per Crescere” è stato sottoposto per la prima volta all’attenzione dei dirigenti scolastici delle scuole spezzine, il suo titolo era “Arte Terapia nella scuola”. Ci furono polemiche sull’uso della terapia nella scuola, giudicata inadatta all’ambiente, polemiche che all’epoca non condividevo ed il cui significato mi sfuggiva.
Fu tolta comunque dal titolo la parola “terapia” e si adottò l’allocuzione “Arte, Strumento per Crescere”, che faceva riferimento alle caratteristiche educative del progetto.
Le parole sono i nomi delle cose, non contenitori vuoti.
Da quell’inizio contrastato è cominciata la mia ricerca di un metodo che utilizzasse le competenze e conoscenze acquisite durante la formazione in arteterapia adattandole all’ambiente scolastico ed alle sue finalità.
Non è stato semplice ed il processo non è di quelli che si concludono, ma il cammino è ben avviato.
Sebbene molti nella scuola, per brevità, continuino a chiamare “arte terapia” il progetto, è ormai chiaro che si tratta di qualcosa di diverso.
Trovare un altro nome che ne esprima le caratteristiche in maniera sintetica e precisa non mi pare possibile, ma la parola “terapia” descrive sempre meno la mia attività in atelier.
E mi trova anche sempre meno d’accordo, vista la banalizzazione del termine, ormai riservato persino agli ammorbidenti per lavatrice e a una certa marca di cioccolato…
Terapia dunque è diventato un termine abusato ed impreciso, e che al tempo stesso manda un messaggio con riferimento alla patologia.
Lavorando nella scuola, che penso sia uno dei setting più variegati che sia possibile immaginare, parlare di terapia vorrebbe dire restringere il campo ad un’esigua rosa di utenti sui quali è stata formulata una diagnosi medica.
Ma il lavoro si svolge con tutti gli alunni: alunni disabili, alunni sanissimi, alunni stranieri, alunni con disagio di natura sociale, ecc.
La proposta mira alla crescita personale, al riconoscimento e alla correzione di comportamenti problematici, al rilassamento, alla conoscenza e consapevolezza di sè, alla riattivazione delle risorse individuali attraverso la creatività.
E’ un aiuto, un rinforzo, un sostegno, un appoggio chiarificatore: qualcosa che spera di contribuire allo “star bene” dei ragazzi adattandosi empaticamente alla situazione di ognuno.

Ma cercare di far “star bene” in un setting come questo e con questa utenza, è necessariamente fare “terapia”?
Le esperienze positive sono necessariamente da definirsi “terapeutiche”?
E’ un interrogativo da circoscrivere ad un setting non clinico, ma che resta comunque aperto.

Nuovo nome cercasi…

1 Risposta to "Star bene è terapia?"

Concordo pienamente, sulla difficoltà di introdurre la parola terapia nei progetti/laboratori nella scuola, dove lavoro come atelierista, esperta in educazione visiva…e non solo… sono anche “musicarterapeuta” nella Globalità dei Linguaggi metodo S. Guerra Lisi.
In breve, dopo tanti anni di laboratori di creatività, sempre più mi rendo conto del bisogno nella scuola di un aiuto-sostegno, a quei bambini …che soffrono di “scuola-claustrofobia”, di una figura con competenze anche in ambito “terapeutico” …come l’art-counselor…
esperto nella “relazione d’aiuto” attraverso le arti ..anch’io sono in cerca di una “f….orma”
Ciao

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Blog Stats

  • 19,721 hits
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.