Fatto a Mano

Lettera aperta agli insegnanti d’arte.

Pubblicato da: fattoamano su: Aprile 1, 2007


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Malgrado il mestiere che svolgo, non sono mai stata brava a disegnare, anzi…
Me la cavo con i colori, con il mettere insieme le cose, con l’esprimere attraverso i materiali.

Non sono mai stata brava dicevo, ma quando ero alle medie (dal ‘64 al ‘67) attendevo con entusiasmo l’ora di educazione artistica.
Studiavo alla media “Vittorio Alfieri” o – più semplicemente – “in via Napoli”, che era una delle scuole più quotate della città (la seconda nell’ordine, a quanto ricordo).
L’insegnante era il professor Mauro Vivaldi, burbero, di maniere non proprio cortesi,artista e amante sia della forma che dell’espressività.
Il mio ricordo delle ore d’arte sono secchi d’acqua a disposizione, bacinelle, tubetti di tempera mal chiusi, fogli Fabriano.
E colori, colori, e tentativi, e la voglia e la ricerca di sperimentare e di provarci ancora.
Caso mai ne uscisse qualcosa di buono.
C’erano in classe ottimi disegnatori, altri sulla fascia del “così-così”, altri negati o negatissimi.
Ma l’umore era buono e ci divertivamo.
Evidentemente il burbero Vivaldi amava il gioco della creatività e anche se era poi costretto a sentenziare sulle nostre capacità,non disdegnava gli sforzi e l’impegno profuso.

Nel mio attuale lavoro, mi trovo costantemente a raccogliere le lamentele dei ragazzi delle scuole medie che “detestano” l’ora d’arte (o dei vari nomi che via via prende la materia).
Raccontano di ore passate a scrivere appunti sotto dettatura, a studiare impressionismo e cubismo…
E raccontano che si annoiano, che la classe diventa indisciplinata, che volano le gomme, e che NON FANNO ARTE.
E quando hanno possibilità di lavorare con i materiali artistici eseguono comunque consegne, e vengono giudicati.

E’ veramente triste che proprio tra gli unici insegnanti che potrebbero maneggiare la creatività dei ragazzi e aiutarla a crescere, ci siano quelli che più la sanzionano.
Sarà colpa dei programmi ministeriali, o del fatto che non ci sono più le mezze stagioni, non lo so.
Ma rifletteteci per favore: non è possibile che l’insegnante d’arte sia meno amato
di quello di matematica, deve esserci per forza qualcosa che non va!

1 Risposta a "Lettera aperta agli insegnanti d’arte."

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